13 Dicembre 2017 | Posted in:Appuntamenti Settimanali, News

Lectio divina: 3^ Domenica di Avvento (Giovanni 1, 6-8. 19-28)

La riflessione di don Augusto Busin al Centro di Ascolto di questa settimana è stata imperniata sulla figura di Giovanni Battista, personalità di grande statura che costituisce il focus del Vangelo della 3^ Domenica di Avvento.

Giovanni Battista è testimone di Cristo quale teste a carico contro l’incredulità di Israele. Stringata nel Vangelo la descrizione: “il suo nome era Giovanni”.
Quando all’inizio del suo vangelo Giovanni Evangelista parla di logos, di parola, parla non di infinito, ma di una parola che si manifesta nella storia per rendere testimonianza alla luce, a Cristo. Di questa luce è testimone Giovanni Battista, come a dire che Gesù è già venuto, è già presente nella storia.

E tutto il vangelo di Giovanni ha, dall’inizio alla fine, lo scopo fondante di rendere testimonianza al Cristo.
E’ una presa di posizione a favore della persona del Cristo, sempre in conflitto con coloro che gli stanno di fronte.
Un Cristo che deve farsi largo in un mondo incredulo e che finirà poi a processo. Una testimonianza che implica un coinvolgimento dell’anima.A Giovanni Evangelista interessa la figura del Cristo e tutto il suo Vangelo serve a dare risposta alla domanda “Tu, chi sei?”.Giovanni Battista è l’ultimo dei profeti che non ha più il compito di annunciare, bensì quello di additare. E’ il profeta del passaggio dal vecchio al nuovo.L’incontro con gli inviati, sacerdoti e leviti, quindi gente del tempio, mandati dai Giudei e provenienti da Gerusalemme, è un’inchiesta sull’ortodossia di Giovanni Battista, sul movimento che si è creato intorno a lui. Ha il carattere ufficiale di un’inchiesta.

Giovanni Battista, negando, ovvero ribadendo tutto ciò che lui non è (non è il Cristo, non è Elia, non è il Profeta), non testimonia di se stesso, ma testimonia di qualcun altro che deve venire.
La frase “In mezzo a voi sta colui che non conoscete”, contiene il termine conoscenza che non è il semplice gignosko greco ‘conoscere’, ma significa ‘conoscenza che appassiona’, l’oida greco che significa ‘ho visto, quindi so’. Affermazione molto forte, quasi a dire ‘avete già deciso di non conoscerlo perché non lo volete accettare e non lo volete amare’.

Ma allora chi è in definitiva il Battista? E’ il precursore, colui che viene prima. Colui che dice parole che non gli appartengono, ma che deve dire. E’ un testimone credibile che non ha il culto della personalità. Non prende il posto che non gli spetta, è solo voce, mentre Qualcun altro è la parola.
E’ voce che si può disperdere.
E’ una faccia pulita.
Sta al limite del Giordano, lontano da Gerusalemme quasi a significare che il vero tempio non è là.Si fa da parte per seguire chi viene dopo di lui ma è prima di lui, al quale rivolge il proprio amore.
Perché l’amore è sempre la forma più alta di conoscenza.

E l’uomo verso cui rivolge il suo amore il Cristo è l’uomo che non viene per fare giustizia, ma per portare misericordia.